lunedì 31 marzo 2014

Ciambella Marzolina

Vi siete dimenticati di comprare i biscotti? Avete deciso di non dilapidare i vostri risparmi in terribili colazioni al bar? O semplicemente avete un sacco di frutta secca da consumare? Preparate un ciambella. La cosa più semplice del mondo. La ciambella la puoi fare come vuoi ed è forse l’unico dolce dove le dosi non devono essere rispettare al grammo. Io ho utilizzato del cacao in polvere già zuccherato per l’impasto e mandorle e noci per la farcitura.



Ingredienti:
  • 280 gr di farina;
  • 150 gr zucchero;
  • 3 uova;
  • 75 gr cacao in polvere già zuccherato;
  • 100 ml latte;
  • 1 bustina di lievoto;
  • 100 gr burro fuso;
  • 15 mandorle;
  • 9 noci;
  • Scorza di 1 arancia non trattata;
  • 1 pizzico di sale;
  • Zucchero a velo;

Sciogliete a bagno maria il burro e grattugiateci dentro la scorza di arancia. Montate le uova e lo zucchero. Non è necessari che il composto diventi spumoso e bianchiccio. Ma certamente non guasta. Aggiungete ora la farina, il burro, il cacao, il latte, la frutta secca leggermente frantumata, il lievito e il sale. Montate bene fino ad ottenere un impasto morbido e non eccessivamente liquido. Nel caso l’impasto invece fosse troppo compatto, aggiungete un goccio di latte. Versate tutto in uno stampo per ciambelle e infornate a 170° per 45-50 minuti in forno statico.  Fate la prova dello spaghetto per controllare la cottura. Una volta sfornato, lasciatelo raffreddare e spolverate con zucchero a velo. Servitelo con qualche fettina di arancia, per smorzare la dolcezza della ciambella e  richiamare il profumo dell’agrume.

Concludiamo questo Marzo con una canzone molto triste ma perfettamente in linea con il mese. Nonostante la sua malinconia, la canzone è bellissima ed è la mia preferita tra quelle di questa voce pazzesca. 

Giorgia - Marzo

sabato 29 marzo 2014

Chitarrine al pomodoro

La pasta al pomodoro rappresenta la base della dieta mediterranea e della cucina italiana. Spesso mi hanno chiesto se fosse un piatto che mi appartenesse, visto il mio continuo sperimentare e voler utilizzare ingredienti particolari. In effetti, non essendo un consumatore abituale di pasta, questo è un piatto che faccio poco, ma che amo molto. Secondo me è perfetto come pranzo estivo e mi ricorda molto le giornate con mia Nonna in montagna. Lei lo prepara quotidianamente. E' fondamentale utilizzare i pomodori freschi. Questo è il segreto per ottenere il miglior piatto di pasta al pomodoro.


Ingredienti:

  • 100 gr chitarrine all'uovo;
  • 4 pomodori freschi;
  • 1 cucchiaio di pecorino romano;
  • 1 mazzetto di basilico;
  • peperoncino;
  • olio EVO;
  • sale;
Mettete a bollire dell'acqua con del sale. Non appena avrà raggiunto i 100 gradi per bollire, immergeteci i pomodori per 10 minuti. Il tempo necessario affinchè la buccia del pomodoro non si crepi e si stacchi leggermente. Scolate i pomodori, lasciateli raffreddare e finite di pelarli. Rompeteli grossolanamente e versate il tutto in un pentolino dove avrete fatto soffriggere leggermente dell'aglio in camicia. Aggiungete il mazzetto di basilico intero, con anche lo stecco. Il profumo del basilico, così come del prezzemolo, è contenuto anche nel gambo, per cui non va sprecato. Lasciate sobbollire fino ad ottenere una crema di pomodoro e aggiustate di sale. Utilizzando quello fresco, vedrete che il sugo rimarrà molto più denso e cremoso. Ora cuocete al dente la vostra pasta preferita e condite con abbondante pomodoro e una generosa spolverata di pecorino.

Non posso che abbinare una canzone italiana a questo piatto. Ho pensato a chi potesse rappresentare al meglio la musica italiana così come questo piatto rappresenta la cucina italiana e ho scelto un grande. In tutti i sensi. Un modenese che non si può dire non apprezzasse la nostra cucina.

Luciano Pavarotti - La donna è mobile ( Rigoletto)


mercoledì 26 marzo 2014

Parmigiana da spiaggia

Quanto è buona la parmigiana di melanzane? Uno dei piatti vegetariani migliori della nostra tradizione culinaria. Sia che tu utilizzi le melanzane scure o chiare, che tu le frigga o meno, il nostro ortaggio viola conferisce un sapore pungente, avvolgente e vellutato al piatto, sposandosi perfettamente con la cremosità del sugo di pomodoro e il formaggio filante. Io la parmigiana la preparo senza friggere le melanzane. Per molti potrà essere un sacrilegio e di certo non nego che la melanzana fritta trasformai completamente il piatto. Ma per una volta che si mangiano solo verdure, non esageriamo con i grassi. Al posto della mozzarella, mi piace utilizzare la scamorza affumicata, che rimane più tosta anche da fusa e perde molta meno acqua. In questa ricetta ho voluto aggiungere un ingrediente. Ho sempre pensato a creare una parmigiana scomposta di pesce, e nella attesa di realizzare un piatto un po’ più complesso, vi propongo questa variante.


Ingredienti per 3:
  •  2 melanzane prosperose (sono le melanzane tonde e di un viola chiaro);
  • 7 pomodori ramati maturi;
  • 20 foglie basilico;
  • 150 gr di scamorza affumicata;
  • 1 filetto di rana pescatrice;
  • Olio EVO;
  • Peperoncino;
  • Sale; 
Tagliate le melanzane a fette sottili. Non è necessario mettere sotto sale per farle disidratare. La cottura in forno asciugherà già l’ortaggio senza ulteriore aiuti. Disponete le fette ottenute su di una placca da forno ricoperta di carta forno. Irrorare di olio e sale e cuocete per 20-25 minuti a 180°. Gli ultimi 5 minuti impostate il forno su “ventilato” in  modo da asciugarle bene. Attenti a non bruciarle.
Preparate un sugo di pomodoro fresco. Sbollentate i pomodori in abbondante acqua salata per 10 minuti. Privateli della loro buccia e rompeteli in una ciotola grossolanamente. Soffriggete uno spicchio di aglio in camicia in pochissimo olio e versate i pomodori. Aggiungete i gambi del basilico per profumare. Le foglie le utilizziamo per frullare con dell’olio e ottenere un emulsione per la decorazione. L’uso del gambo del basilico permette di evitare sprechi ottenendo lo stesso risultato. Il profumo di basilico e prezzemolo infatti è contenuto anche nel rametto della pianta. Aggiustate di sale il vostro sugo e aggiungete del peperoncino fresco a piacere.
Scottate in padella il filetto di rana pescatrice. La padella deve essere calda e leggermente unta. Non stra-cuocete il pesce. Basteranno 6-7 minuti a fuoco medio.
Componete il piatto alternando melanzana, una fettina sottilissima di scamorza, pomodoro e qualche bocconcino di rana. Decorate con gocce di emulsione al basilico.

Nonostante la rivisitazione del piatto alla ziggyinthekitchen, non dimentichiamoci la provenienza di questa meraviglia della cucina italiana. La Sicilia. Che oltre ad aver regalato grandi soddisfazioni al nostro palato, ha anche piacevolmente solleticato il nostro udito con un album capolavoro che è “La voce del padrone” di Battiato. 

Franco Battiato - Gli uccelli

domenica 23 marzo 2014

Risotto alla Marchesi

Ormai la mia produzione di risotti è inarrestabile.  E’ diventato quasi un comfort food per me e ho scoperto essere bravo a produrne in serie. Questa volta ho deciso di preparare un risotto seguendo alla lettera i consigli dello Chef Gualtiero Marchesi. Ho quindi tolto dalla ricetta del risotto classico il brodo, sostituendolo con dell’acqua calda salata. E ho sostituito il soffritto con un burro acidulato da me realizzato.



Ingrendienti per 7 risotti:
  •  600 gr di riso;
  • 500 gr di zucca;
  • 200 gr speck;
  • 100 gr di parmigiano;
  • 3 scalogni;
  • 100 gr burro chiarificato;
  • ½ bicchiere di vino;
  • 6 amaretti;
  • Olio EVO;
  • Sale e pepe;
Tagliate lo scalogno a julienne sottilissimo. Lasciate sciogliere a fuoco lento il burro e versateci dentro lo scalogno. Lasciatelo cucoere sempre a fuoco basso per 20 minuti. Al 10° minuto, aggiungete il vino e lasciate sfumare. Quando lo scalogno sarà compeltamente ammorbidito dalla cottura nel burro, toglietelo dal fuoco e passatelo in un colino per filtrarlo. Tenete da parte il burro filtrato in frigorifero a raffreddare. Non buttate lo scalogno. Servirà poi nell’impiattamento finale.
Cominciamo a cuocere il risotto. In una padella molto larga e antiaderente, meglio se di alluminio, versate 2 cucchiai di olio e il riso. Lasciate tostare dai 3 ai 5 minuti il riso. Questo aiuterà a mantenerlo al dente durante la cottura. Aggiungete ora la zucca e cominciate a cuocere aggiungendo poco alla volta l’acqua calda salata e lasciandolo più liquido verso la fine. Quando mancheranno 2 minuti al termine della cottura, spegnere il fuoco e mantecare con il burro acidulato prima ottenuto.
Impiattate adagiando un cucchiaino di scalogno sul fondo del piatto. Coprite con una porzione di risotto, una spolverata di amaretti frantumati e qualche stick di speck croccante, ottenuto semplicemente saltando il salume in una padella antiaderente a fuoco medio. Aggiustate di pepe. Lo scalogno sul fondo sarà una piacevole scoperta nell’assaggiare il piatto, perchè durante la cottura nel burro avrà perso il suo sapore deciso e donerà al piatto solo una nota acidula e agrodolce. Gli amaretti si sposano perfettamente con la zucca e insieme allo speck donano croccantezza. Inoltre lo speck termina il piatto con una nota sapida contrastante la dolcezza dell’amaretto e della zucca.

Questa è una ricetta per cui bisogna portare pazienza, seguire accuratamente i passaggi, cuocere tutto con molto calma. Per questo motivo ho scelto questa canzone della cantante dei Morcheeba, Sky, che mi trasmette una grande sensazione di serenità.


Sky - Love Show

lunedì 17 marzo 2014

Panna e Fragola

Esistono una infinità di ricette svuota frigorifero salate, ma pochi sono invece i dolci che nascono come piatto del riciclo. Mi sono ritrovato una sera con poco tempo, con ospiti a cena, e solo una zuppa come piatto principale. Avevo in frigorifero del formaggio fresco e della panna liquida. Mentre in congelatore avevo della polpa di fragole fresche frullata e surgelata. Ne è uscito un gelatino fiordifragola buonissimo.



Ingredienti per 4 stampini:
  • 200 gr formaggio spalmabile;
  • 100 ml panna fresca liquida;
  • 100 gr di zucchero a velo;
  • 300 gr fragole fresche;
  • 2 cucchiai di miele;
  • 6 amaretti;
Montate la panna e lo zucchero. Inglobate ora il formaggio spalmabile con movimenti ampi dal basso verso l’alto per non smontare la panna. Quando avrete ottenuto una crema morbida e spumosa, rimepite i vostri stampini e riponeteli in surgelatore per 2 ore. Ogni 20 minuti aprite il surgelatore e massaggiate un po’ gli stampini, in modo che non gelino troppo e cristallizzino. Diventerebbero troppo duri. Così facendo invece, la crema rimarrà di una consistenza più simile ad una panna cotta che ad un surgelato. Lavate le fragole fresche e frullatele con due cucchiai di miele e volendo una o due foglie di menta. Versate la polpa in una casseruola e portatela ad ebollizione. Lasciare restringere un po’ fino ad ottenere uno sciroppo. Dopo due ore, togliete gli stampini dal freezer e staccate il gelato aiutandovi con un coltello a cui avrete bagnato la lama.
Servite sbriciolando qualche amaretto sul piatto, adagiando sopra il gelato e ricoprendo di salsa alla fragola.

La canzone che ho scelto di abbinare ho avuto il piacere di sentirla Live al loro concerto. Bellissimo ricordo di una bellissima serata con la mia Bubi a Udine.

Coldplay - Strawberry Swing

venerdì 14 marzo 2014

Zuppa di scarola alla Cannavacciuolo

Una ricettina stellata ogni tanto non fa mai male. Sopratutto quando devi fare colpo su qualcuno che non ha mai mangiato nulla di preparato da te e vuoi andare sul sicuro, comunque stupendo. Questa zuppa è molto più di una classica brodaglia di vegetali e crostini. É un piatto molto complesso e pieno di dettagli che fanno le differenze. Dalla scelta delle materie prime, alla cura nel lavorarle, all’impiattamento simmetrico.



Ingredienti per 2 piatti:
  • 1 ceppo di scarola;
  • 2 fette di pane di fobello
  • 1 burrata;
  • 6 acciughe sotto sale;
  • 10 cubetti di ghiaccio;
  • 1 peperoncino;
  • Olio EVO;
  • Sale e pepe;
Pulite bene il ceppo di scarola, privandolo dei gambi e delle coste più dure. Dovrete rimanere solo con le foglie verdi. Lessatela ora in abbondante acqua salata per 5 minuti. Scolate bene le vostre foglie e immergetele in una bacinella con il ghiaccio. Verrà a crearsi un’acqua di raffreddamento. Scoliamo ora la scarola raffreddata e la frulliamo in un mixer con un po’ della sua acqua di raffreddamento. Una volta ottenuto un composto liquido, lo versiamo in una casseruola, aggiungiamo un peperoncino fresco e uno spicchio di aglio in camicia e portiamo ad ebollizione. Aggiustiamo di sale, togliamo l’aglio e frulliamo tutto nuovamente con un frullatore ad immersione. Questo passaggio servirà per eliminare tutte le parti granulose residue e a rendere super liscia la vostra zuppa.
Bruschettate due fette di pane di fobello. Questo pane è caratteristico per l’impossibilità di non rompere la crosta al momento del taglio. Si sbriciolerà in tantissime schegge. Raccoglietele tutte e rosolatele in padella con un filo d’olio e le acciughe. Otterrete delle piccole perle croccanti e saporitissime.

Servite adagiando sul fondo del piatto della stracciatella di burrata, ottenuta svuotando una burrata e spezzando tutto grossolanamente. Ricoprite la burrata con la zuppa di scarola e creare una striscia di briciole di pane e acciughe che tagli in due il piatto. Se aveste la possibilità di poter raccogliere dei fiorellini viola commestibili, completate il piatto con questi.

Visto che la persona per cui ho preparato questo piatto è appena tornata da un anno in Australia, ho deciso di pubblicare una canzone che amo moltissimo degli anni '90.

Natalie Imbruglia - Torn


mercoledì 12 marzo 2014

Cartoccino orientale di orata

Dopo due giorni passati a raccogliere più like possibili su Instagram per vincere un concorso interno all'azienda, cenetta light, easy e veloce.  L’orata al cartoccio è sempre buona, ma c’è il rischio che diventi banale e un piatto da ospedale. Bisogna avere l’accortezza di utilizzare aromi  molto profumati e freschi, aggiungere qualche verdurina colorata e saporita, ma soprattutto pulire molto bene il pesce. Spesso il cartoccio viene utilizzato per cuocere il pesce senza doverlo sfilettare. Io invece sfiletto il pesce da crudo e poi nel cartoccio metto solo la parte commestibile.



Ingredienti per 1 cartoccio:
  • 1 orata;
  • 5 pomodorini ciliegino;
  • Zenzero in foglie;
  • Aneto fresco;
  • Olio EVO;
  • Sale e pepe;
Private delle squame il pesce con uno strumento adatto. Sfilettate l’orata. Munitevi di un coltello sottile e ben affilato. Afferrate il pesce per la coda. Incidete nel punto dove inizia la pinna. Lasciate entrare la lama fino a toccare la spina del pesce. Tagliate ora lungo la spina, cercando di mantenervi sempre a contatto con essa. Arrivati alle branchie, incidete e ricaverete il vostro filettino. Girate il pesce e ripetete l’operazione. Con una pinzetta da sopracciglia (non la stessa chiaramente) private i filetti delle spine in eccesso e residue. Prendete un foglio di carta argentata. Ungetelo leggermente di olio. Adagiate i due filetti, con la parte della pelle a contatto con la carta argentata. Conditeli con un pizzico di sale, una grattata di pepe, qualche fettina sottilissima di zenzero e un rametto di aneto fresco. Lo zenzero sostituisce in questo caso il limone, conferendo al piatto un gusto più originale e orientaleggiante. Tagliate infine dei pomodorini per aggiungere colore e sapore. Chiudete il vostro cartoccio e riponetelo in forno caldo a 180° per 15 minuti. Servitelo con qualche grissino al sesamo.

Ovviamente il contest è stato vinto! Mai sfidare un blogger in una sfida di social! E per celebrare questa giornata e il mio premio, una Air Force 1 disegnata dal mitico Riccardo Tisci, non potevo che mettere la canzone più fashion di sempre.

Madonna - Vogue

lunedì 10 marzo 2014

Panna cotta alla vaniglia e frutti invernali

Finalmente pubblico questa ricetta. La panna cotta è uno dei miei dolci preferiti e la mia amica Martina, per una sera di capodanno, ha preparato una ricetta molto simile. Negli anni ho provato a modificarla e adattarla al mio gusto. Posso dire che ho trovato la chiave di volta di questo dolce.


Ingredienti per 10 stampini di panna cotta:
  • 1 litro di panna;
  • 9 gr di gelatina in fogli (5 fogli di gelatina "pane angeli);
  • 1 stecca di vaniglia;
  • 50 gr pinoli;
  • 4 kiwi verdi;
  • 2 pere william;
  • 50 gr uvetta;
  • 100 gr zucchero;
  • 3 cucchiai di miele;
Cominciamo mettendo ad ammollare la gelatina in acqua fredda. In un pentolino, versate la panna e lo zucchero. A fuoco lento portate ad ebollizione. Non appena comincerà il bollore, spegnete il fuoco. Prendete la stecca di vaniglia e apritela in due. Con la punta del coltello svuotatela della polpa all'interno e scioglietela nella panna. Immergete anche la stecca intera, per dare ancora più aroma al dolce. La polvere di vaniglia resterà sul fondo di ogni stampino e darà un effetto maculato al dolce bellissimo. Una volta raffreddata la panna, versatela negli stampini e lasciate raffreddare in frigorifero per almeno 6 ore.
Pelate e tagliate la frutta a dadini. In una casseruola, tostate i pinoli. Una volta tostati, aggiungete la frutta e il miele. A fuoco medio, lasciate sobbollire fino a far restringere la vostra salsa di frutta. L'acidità del kiwi contrasterà la parte grassa della panna cotta, i pinoli doneranno croccantezza.
Servite ogni stampino con due cucchiaiate di macedonia calda.

E che canzone poteva scegliere la mia amica Marty?! Una canzone dolcissima come lei e come tutte le prelibatezze che producono le sue sante manine!

Paolo Nutini - Candy

domenica 9 marzo 2014

Paccheri gratinati

Sono un grande amante della pasta al forno. Il mio ex coinquilino Andrea è il mago della pasta al forno. La prepara tutte le domeniche a pranzo da anni ed è tradizione ritrovarsi tutti insieme a mangiarla. Ma io posso prepararvi una semplicissima pasta al forno?  Certo che si!! Rivisitata ma sempre pasta al forno rimane.



Ingredienti per 4 cococotte:
  • 350 gr di paccheri trafilati al bronzo;
  • 500 gr di pomodoro San Marzano;
  • 500 gr ricotta;
  • 100 gr basilico;
  • 50 gr parmigiano;
  • 1 burrata;
  • Olio EVO;
  • 1 spicchio di aglio;
  • Sale e pepe;

Cominciamo con la preparazione del sugo a cui occorre il maggior tempo di cottura. Lessate i pomodori in abbondante acqua salata per 10 minuti. Privateli della buccia e tagliateli a pezzettoni. Rosolate in un filo d’olio, uno spicchio di aglio e aggiungete i pomodori e qualche foglia di basilico. Lasciate sobbollire e restringere per una 20ina di minuti. Aggiustate di sale e avrete ottenuto un ottimo sughetto di pomodoro fresco.
Lessate ora i paccheri, che richiedono anch’essi almeno 13 minuti di cottura in acqua e i minuti per la gratinatura nel forno.  Nel frattempo preparate la farcia del paccheri, mescolando insieme la ricotta, il parmigiano e il resto del basilico tritato.
Una volta che mancheranno 5 minuti alla cottura indicata nella confezione dei paccheri, scolateli e lasciateli raffreddare qualche secondo. Prendete un pacchero alla volta, e con l’aiuto di una sac a poche, farciteli del vostro ripieno di ricotta e basilico. Adagiateli in piedi in una cocotte sporcata di sugo, fino a riempirla tutta. Versate nelle cavità tra pacchero e pacchero altro sugo di pomodoro. Chiudete la cocotte e cuocete in forno per 15 minuti a 200 gradi.
Una volta che si saranno gratinati, serviteli all’interno della loro cocotte, aggiungendo solo una manciata di stracciatella di burrata, ottenuta privando la burrata della sua buccia di mozzarella e spezzando grossolanamente il ripieno della burrata. Una volta adagiata la burrata, se richiudeste la cocotte e aveste la pazienza di aspettare, il formaggio si scioglierebbe maggiormente rendendo il tutto molto filante e goloso. 

Canzone da abbinare al piatto. Il pacchero è di origina Napoletana. Non amo la musica neomelodica tradizionale. Ma questa canzone è veramente bellissima e piace molto anche ad Andrea.

Nino D'Angelo  -  Senza giacca e cravatta

giovedì 6 marzo 2014

Primavera di Baccalà

Con il post di questa sera festeggiamo 3 eventi: la super finale di Master Chef, le 10.000 visualizzazioni su Ziggy in The Kitchen e la mia iscrizione ufficiale a Masterchef Italia 4° Edizione. Grazie mille a tutti per le 10.000 visualizzazioni. Vi giuro che farò di tutto per portare avanti il NOSTRO blog. Il piatto di questa sera è sicuramente la ricetta meglio presentata di sempre. Ho creato questo apetizer cercando di combinare tutti i requisiti che i 3 giudici richiedono a tutti i concorrenti: Acidità, croccantezza, morbidezza, sapidità, caldo, freddo, colore, consistenze diverse. Il risultato è stato grandioso.


Ingredienti per 4 piatti:

  • 4 filettini di baccalà salato e già ammollato;
  • 1 patata;
  • 1 carota;
  • 1 barbabietola rossa;
  • 1 pomodoro;
  • 20 foglie basilico;
  • Il succo di una arancia;
  • Zenzero;
  • 1 spicchio di aglio;
  • 50 gr burro;
  • Olio EVO;
  • Sale e pepe;

Tagliate a dadini la carota,la patata e la barbabietola. Se volete curare al massimo la presentazione, portate pazienza e tagliate i dadini tutti della stessa misura.  Immergete la barbabietola in un bicchiere di succo di arancia e lasciatela marinare per 20 minuti. L’acidità dell’arancia aiuterà a togliere quel retrogusto terroso tipico di questa radice. Le carote e le patate, invece, saltatele in padella con il burro e lo zenzero talgiato a fettine o grattugiato. Quando saranno cotte e ancora croccanti, togliete le verdure e lasciate raffreddare un po’.  Preparate un’emulsione al basilico, frullandolo con 3 cucchiai di olio EVO e un pizzico di sale. Sbollentate un pomodoro in acqua bollente salata per 5 minuti. Pelatelo e tagliate dei filettini. In una padella antiaderente, scottate il baccalà con solo un filo d’olio e uno spicchio di aglio. Tagliatelo a piccoli pezzi. Impiattate posizionando il pezzo di pesce sopra una cucchiaiata di dadolata di verdure.  Adagiate il filetto di pomodoro sul bocconcino di pesce e disegnate una goccia con il vostro pesto. Da servire con bollicine gelate.

Dedico la canzone e il piatto al vincitore di questa edizione di Masterchef. Non sappiamo ancora chi è..ma si prepari a lasciarmi lo scettro e la corona per il prossimo anno.

Andreas Johnson - Glorious

martedì 4 marzo 2014

Gazpacho di baccalà

Ricettina pre-estiva. C'è chi fa la prova costume e chi fa le prove per i menù. Visto che la prima non l'ho mai superata in vita mia, faccio le prove per i miei futuri pranzetti in giardino. Il gazpacho è una zuppa fredda a base di verdure. La mia è una piccola rivisitazione, con anche l'aggiunta di qualche straccetto di baccalà tiepido e appena scottato.


Ingredienti per 4 piatti:

  • 2 filetti di baccalà ammollato e salato;
  • 500 gr pomodorini ciliegino;
  • 1 peperone verde;
  • 1 cetriolo;
  • 8 fili di erba cipollina;
  • semi di papavero;
  • Olio EVO;;
In abbondante acqua salata, sbollentate per 5 minuti i pomodorini. Scolateli bene e passateli al passa verdure. In questo modo non avrete nemmeno bisogno di privarli della buccia, che rimarrà nel filtro del passa verdure. Otterrete così un succo dolce e color rubino. Mettete da parte il vostro succo e occupiamoci delle altre verdure. Tagliate a dadini il peperone e il cetriolo pelato. 
In una padella antiaderente, sporcata di un filo d'olio, rosolate uno spicchio di aglio in camicia e scottate il baccalà un minuto per parte. Non deve rosolare, ma solo scaldarsi. Il baccalà deve rimanere lucido al suo interno e la precedente conservazione sotto sale, ha già eliminato gran parte dei batteri tipici del pesce crudo. Se stra cuocete il pesce, diventerà stoppaccioso e gommoso. Tagliatelo a fettine non regolari.
Impiattate posando qualche dadino di verdura nel piatto e successivamente versandoci sopra un mestolo di succo di pomodoro. Aggiungete le fettine di baccalà tiepido e terminate con due fili di erba cipollina, una spolverata di semi di papavero e una goccia di olio crudo. Non occorre aggiungere altro sale perchè il baccalà è già molto sapido e il pomodoro deve rimanere dolce per contrastare. Non aggiungendo sale poi, le verdure a dadini non si disidratano e rimangono saporite e croccanti.

Il piatto sarebbe perfetto per un pranzetto sulla spiaggia al caldo sole estivo. Ma ancora l'estate è lontana, per cui ho deciso di abbinare una canzone che parla della stagione calda, ma con una vena di malinconia tipica invece dei mesi piovosi che sembrano non volerci abbandonare.

Bruno Martino - Estate


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