mercoledì 30 aprile 2014

Ravioli cacio e pere

"Al contadino non far sapere quanto è buono il cacio con le pere". Afferma un famosissimo detto. E io mi sono chiesto come poterlo riprodurre sotto forma culinaria, senza presentare una fettina di pera accompagnata da scaglie di formaggio.
La soluzione è stata di racchiudere il gusto della pera all’interno di una sfoglia sottile, e contrastare la dolcezza della pera con un formaggio molto saporito come il pecorino di fossa. É un formaggio romagnolo, che viene stagionato all’interno di una buca sotto terra e che acquisisce un sapore salato e profumatissimo. Va dosato con attenzione perchè tende a coprire tutto quello con cui viene a contatto. Sono orgogliosissimo del mio piatto. In primis perchè è un piatto ideato da me, ma sopratutto perchè la pasta fresca è venuta buona come quella della mia nonna!!!



Ingredienti per una 40ina di ravioli:
  • 3 uova;
  • 150 gr pecorino di fossa;
  • 200 gr ricotta vaccina;
  • 2 pere mature;
  • zucchero q.b.;
  • 1 cuchiaino di senape;
  • 50 burro chiarificato;
  • ½ bicchiere di latte;
Cominciamo con il preparare il ripieno dei ravioli. Pelate le pere e tagliatele in due. Privatele del torsolo e disponetele su una placca da forno, con il taglio rivolto verso il basso. Ricopritele di zucchero e passarle in forno per 30 minuti a 180-200 gradi, fino a che non saranno leggermente caramellate. Le pere andranno poi frullate. Frullandole però diventeranno troppo liquide per essere da sole il ripieno di un raviolo. Amalgamatele quindi con della ricotta e un cucchiaino di senape, che conferirà un sapore leggermente balsamico.
La pasta invece verrà semplicemente preparata con 300 gr di farina, 3 uova intere grandi e con il tuorlo bello rosso, per ottenere una pasta elastica e gialla. Tiratela finemente e con l’aiuto di un piccolo coppapasta, ritagliate dei cerchietti. Con un cucchiaino adagiate un po’ di ripieno su di un cerchietto di pasta e con un altro chiudete il raviolo. Con l’aiuto di una forchetta fate una leggera pressione sui bordi in modo da sigillarlo bene.  Mettete i vostri ravioli in freezer per rassodarli un po’ e compattarli.
Per preparare la fonduta di pecorino, lasciate sciogliere del burro chiarificato in una casseruola  e versateci dentro il pecorino tagliato a pezzetti. Inizialmente con un cucchiaio, mescolate continuamente fino al completo scioglimento. Con una frusta invece, continuate a mescolare aggiungendo a filo del latte fino ad ottenere la consistenza desiderata.
Lessate i ravioli in abbondante acqua salata, e servite adagiando i ravioli su uno specchio di fonduta. Decorate sopra con dell’altra fonduta e pepe macinato.

Canzone malinconica ma molto bella. Mi ha colpito subito al primo ascolto...Sarà per la cena...sarà per la mia predilezione per la Ferreri...sarà che sono malinconico...ma mi sembrava molto adatta per un piatto così classico ma intrigante.

Giusy Ferreri - Ti porto a cena con me

domenica 27 aprile 2014

Pizza

E' da quando ho aperto questo blog che tutti mi dicono di pubblicare una ricetta base, tipo la pizza. Ed ecco a voi la PIZZA. Che momento migliore di una domenica di pioggia per prepararla? Questa è una specialità di mia sorella. Di solito quando torno a casa, lei la prepara e me ne prepara qualche d'una in più da farmi portare via e congelare. La ricetta chiaramente è semplicissima, ma la lavorazione comporta diverso tempo. Quindi armatevi di santa pazienza e impiegate uno di questi pomeriggi festivi per cimentarvi nella preparazione del piatto italiano per eccellenza.





Ingredienti per 4 teglie:
  • 1 chilo di farina tipo 0;
  • 40 gr lievito di birra;
  • 3 misurini di sale;
  • 1 pizzico di zucchero;
  • 3 cucchiai di olio;
  • acqua;
  • condimenti a piacere.
Dosi per 1 teglia:
  • 220 gr farina tipo 0;
  • 8 gr di lievito secco (molto più comodo per piccole preparazioni);
  • 1 pizzico di sale;
  • 1 pizzico di zucchero;
  • 1/2 cucchiaio di olio;
  • 120 ml acqua;
Preparate una ciotola capiente dove metterete la farina e sbriciolateci dentro il lievito. Scaldare l'acqua fino a farla diventare tiepida. E' molto importante che l'acqua non sia bollente o troppo calda. Finireste per cuocere il lievito ed avere una pizza più simile ad una soletta di una scarpa.
Versare quindi inizialmente due bicchieri dell'acqua tiepida sulla farina e sul lievito e cominciare ad impastare. Aggiungete l'olio e il sale ed un pizzichino di zucchero per aiutare la lievitazione. Inizialmente impastate dentro la ciotola e quando avrete ottenuto un impasto compatto, continuate su un tagliere. Quando l'impasto sarà diventato liscio, tagliatelo in 4 parti e re-impastate ognuna di esse. Stendete ogni palletta aiutandovi se volete con un mattarello e disponetele sulle teglie. Lasciate lievitare ora l'impasto per 3 ore almeno. Più lascerete lievitare la vostra pizza e più sarà facile poi stenderla e più soffice rimarrà alla cottura. Una volta lievitata, farcitela come preferite. Se preparate una pizza rossa, fate attenzione a condire bene anche il bordo della pizza. Infornate a 200 gradi e dopo 15-20 minuti controllate la cottura, alzando l'impasto con un cucchiaio di legno. La pizza sarà cotta quando l'impasto sarà bello dorato sotto e non si spezzerà.
Credo sia superfluo aggiungere che va servita con una bella birra gelata. Preparatela per i vostri amici con tutti i condimenti che preferiscono, per rendere la vostra cena una serata meravigliosa.

Visto che la ricetta è quella di mia sorella, sceglierò una canzone di un cantante che le piace molto. So bene che avrebbe preferito Vasco Rossi, ma nel mio blog non c'è spazio per Vasco. Per questo ho scelto Marco Mengoni!

Marco Mengoni -  Solo due satelliti

giovedì 24 aprile 2014

Paccheri primavera

La primavera è arrivata portando con se i suoi prodotti tipici. E finalmente sono tornati anche i miei amati asparagi. Con la loro croccantezza, il loro sapore leggermente ferroso e le loro simpaticissime punte fiorate. Non fatevi ingannare dal nome del piatto. Non troverete i soliti pisellini, funghetti, salsiccia e tanto meno panna. Ho preparato questo primo utilizzando un mix di asparagi verdi classici e degli asparagi bianchi. Il sapore è lo stesso. Gli asparagi bianchi tendono a rimanere più croccanti e la loro punta è più compatta e arrotondata. Il procedimento per lavorarli è però lo stesso di quelli verdi. A questi meravigliosi bastoncini ho abbinato qualche fiocco di lardo di colonnata, altro prodotto tipico primaverile, che aggiunge una nota speziata e aromatica, oltre ad una componente grassa golosa.


Ingredienti:
  • 7-8 asparagi verdi;
  • 7-8 asparagi bianchi;
  • 2 fette sottili di lardo di colonnata;
  • olio EVO;
  • sale e pepe;
Cominciamo con il pulire gli asparagi. Come al solito, basterà imprimere una leggera pressione sul gambo e l'asparago si romperà automaticamente separandosi dalla parte di gambo più dura e indigesta. Privateli delle punte e tagliatele a metà sul lato lungo. Mettete le punte da parte. 
Tagliate a dadini i gambi e sbollentateli in poca acqua salata. Quando si saranno ammorbiditi, dopo circa 10 minuti, frullate il tutto con un mixer ad immersione, creando così una salsa. Aggiustate di olio e pepe. 
In una padella antiaderente, con un filo d'olio, saltate per 2 minuti le punte messe da parte prima. 

Lessate la pasta in abbondante acqua salata. Scolatela e conditela generosamente con salsa di asparagi, pepe e fiocchi di lardo di colonnata.
Servite con un bicchiere di bianco aromatico e profumato.

Ci vuole una canzone primaverile per un piatto così stagionale. Qualcosina di allegro e non banale! Ho scelto questa canzone che mi piace così tanto e che è suonatissima dalle radio in questo inizio di primavera.

Clean Bandit - Rather Be

mercoledì 23 aprile 2014

Insalata Greca

Una delle insalate più gustose. Un piatto completo e perfetto per tutte le stagioni, con una particolare predilezione per l’estate, visti i prodotti utilizzati. Non appena arrivano i primi caldi della stagione e i primi soli, mi viene subito voglia di feta, cetriolo e pomodoro fresco. Per questa insalata ho utilizzato un pomodoro a metà tra un cuore di bue e un pomodoro sardo. Infatti la forma ricordava quella di un piccolo cuore di bue, ma la buccia era scura e verdognola. Non si tratta di una vera e propria ricetta, ma più di un assemblaggio di ingredienti che sembrano essere stati creati per stare insieme.


Ingredienti:
  • ½ peperone verde;
  • 100 grammi feta greca;
  • 2 pomodori;
  • ½ cetriolo;
  • 10 olive kalamata;
  • origano fresco;
  • qualche pezzettino di cipolla cruda a piacimento;
  • olio EVO;
  • sale e pepe;
La ricetta consiste nel tagliare tutte le verdure e il formaggio nella forma che vi aggrada di più e combinarle insieme. Vi darò quindi qualche consiglio sulle materie prime da utilizzare. Partendo dalla feta. Cercate di utilizzare una feta di origine e prodotto in Grecia. Nei super mercati più forniti la troverete sicuramente. Anche le olive devono essere rigorosamente greche. Questo perchè la marinatura in cui vengono poi conservate, solitamente è fatta con erbette tipiche e tradizionali. Nel caso non doveste trovare le Kalamata, utilizzate delle olive rosatelle condite. Il cetriolo invece non va completamente pelato. Anzi. La buccia paradossalmente renderà più digeribile il cetriolo, che notoriamente non lo è. Il peperone deve essere rigorosamente verde. I pomodori devono essere maturi ma particolarmente sodi, in quanto vanno presentati tagliati in spicchi. Infine il condimento. Olio Extra vergine senza possibilità alcuna di alternative. Se addirittura aveste uno di quegli oli aromatici tipici del sud dell’Europa sarebbe favoloso. Origano secco o fresco. L’importante è che non sia di quelli industriali che non profumano di nulla.

Canzone super trash da abbinare a questo piatto. Ispirata alla mitologia greca e alla sua divinità più bella. Afrodite. Probabilmente la canzone più bella di un album molto sponsorizzato, pieno di provocazioni ma vuoto di contenuti. Anche per un album POP.


Lady Gaga - Venus

venerdì 18 aprile 2014

Crostata alla crema con fragole

In assoluto uno dei miei dolci preferiti. E ci voleva un esperimento ben riuscito dopo il fallimento della panna cotta al kiwi.
Mi sono svegliato una mattina con una voglia pazza di crostata di crema e stupidamente ho pensato di rimediare cucinandola. Purtroppo non avevo considerato i tempi di preparazione e la gelatina. Ma il tempo perso ad aspettare non vale la bontà e la soddisfazione di aver fatto una crostata che spacca!!! In quell'occasione ne feci 3 che in mezza giornata sono sparite! Gli amici si presenteranno a casa come se niente fosse...



Ingredienti:

Per la pasta frolla:

  • 250 gr farina 00;
  • 100 gr zucchero;
  • 2 uova;
  • 125 gr burro;
Per la crema pasticcera;
  • 6 uova;
  • 500 ml latte;
  • 50 gr farina;
  • 150 gr zucchero;
  • 1 stecca vaniglia;
Per il decoro:
  • 500 gr fragole fresche
  • 2 fogli gelatina;
  • zucchero;
  • succo di un limone;
Prepariamo la pasta frolla. Unire in un impasto la farina, le uova intere, lo zucchero e il burro ammorbidito e non sciolto sul fuoco. Otteniamo un impasto omogeneo e bello morbido e lo lasciamo riposare per almeno 1 ora.
Per cuocere la frolla, stenderla con un mattarello e un po' di farina. Avvolgete la pasta attorno al mattarello per poi srotolarla in una teglia tonda a con piccolo bordo, rigorosamente imburrata. Bucherellare il fondo della pasta con una forchetta. Coprire la base con un cerchio di carta forno e ricoprire di legumi secchi come fagioli o ceci. Infornare a 200° per 20 minuti. Così cuocerete la pasta "in bianco". una volta passati i 20 minuti, togliere i legumi e la carta e informare nuovamente alla stessa temperatura per 10 minuti.
Sfornate e lasciate raffreddare.
Per la crema portare ad una leggera ebollizione il latte in una casseruola capiente con una stecca di vaniglia incisa sul lungo e lasciarne da parte 1/2 bicchiere da utilizzare dopo. Spegnere il fuoco e togliere la vaniglia. 
In una terrina montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa e giallina. Unire quindi a filo 1 terzo del latte scaldato e continuare a montare. Incorporare la farina setacciata poco alla volta e finire di versare il latte scaldato. Rimettere il tutto sul fuoco nella stessa casseruola dove si è scaldato il latte. Portare ad ebollizione mescolando continuamente a fuoco lento. Lasciare sobbollire dolcemente per qualche minuto e infine versare il 1/2 bicchiere di latte lasciato da parte all'inizio. Continuare a mescolare per qualche minuto e la crema è fatta.
Tagliare le fragole per il lungo a fettine sottili cercando di mantenere la loro forma a cuore. Mescolarle in una terrina con due cucchiai abbondanti di zucchero e il succo di limone. Nel macerare le fragole rilasceranno un succo rosa intenso che utilizzeremo per fare la gelatina.
Per la gelatina infatti, ammorbidite 2 fogli di gelatina nell'acqua fredda per 10 minuti. Strizzateli bene e uniteli al succo delle fragole. Scaldate in un pentolino fino a sciogliere la gelatina.
 Versare la crema nella base di frolla e decorare con le fettine a cuore delle fragole disposte concentricamente. Spennellare la gelatina liquida sopra le fragole per ottenere un sottile strato.
Riporre in frigorifero e lasciare raffreddare. La gelatina solidificherà e la torta sarà meravigliosa.

"Tre fragole è la dose che prendo se piango..."

Maria Pia Pizzolla & Super Zoo - Tre Fragole

mercoledì 16 aprile 2014

Curry di Pesce

Il curry è mix di spezie immancabile nella cucina di ogni food blogger. Soprattutto per la sua versatilità. Esistono diversi tipi di curry. Dai più speziati e piccanti, a quelli leggermente aromatici. Dai curry di colore arancio intenso  a quelli gialli paglierini. Se vi rifornirete in qualsiasi alimentare “paki” o nei negozi che vendono prodotti etnici andrete sul sicuro. Altrimenti vi consiglio di provare differenti marche e scegliete quella che vi aggrada maggiormente. Io utilizzo un curry molto speziato e poco piccante, perchè amo abbinarci del pepe e peperoncino nelle preparazioni. In oriente i piatti a base di curry prendono il suo nome e si tratta solitamente di zuppe o piatti in salsa. Oggi vi propongo una zuppetta di pesce, ottima come ricetta del riciclo.


Ingredienti:
  • 3 triglie
  • 1 peperoncino
  • 1 cucchiaio di curry
  • 3-4 pomodori;
  • brodo vegetale;
  • erbe aromantiche miste (alloro, timo, rosmarino, prezzemolo, aneto, finocchietto);
  • 1 spicchio di aglio;
  • Olio EVO;
  • sale e pepe;

Soffriggete uno spicchio di aglio con un filo d’olio EVO. Aggiungete le triglie sfilettate e ben spinate. Questo passaggio è molto importante perchè il pesce si spezzetterà in piccolissimi pezzi e sarebbe sgradevole avere delle lische in una zuppa. Ho utilizzato le triglie perchè sono un pesce tipicamente da brodo e zuppa, per il loro forte sapore, ma potrete utilizzare il pesce che preferite, ricordando che questo è un piatto “comfort” e di origine povera. Per cui sconsiglio uso di pesci come tonno, spigola e salmone, a vantaggio di pesci poveri e bruttini.
Aggiungete i pomodori già sbollentati in acqua bollente e salata, e privati della loro buccia. Aiutandovi con la forchetta, schiacciate i pomodori e create una sorta di acqua di pomodoro, dove il pesce sobbollendo, si romperà. Aggiungete ore il curry , un mestolo di brodo vegetale e tutte le erbe aromatiche che preferite e vi sembrano più indicate con il pesce che state utilizzando. Lasciate sobbollire fino ad ottenere una zuppetta non troppo liquida e profumatissima.
Servite a piacimento con crostoni di pane o meglio ancora pane arabo.


La canzone che voglio abbinare a questo piatto è di una artista che viene dall’indonesia, che è uno dei posti dove potreste trovare molto facilmente una zuppa di questo tipo. Forse, e dico forse, anche più buona.


Angunn - Snow on the Shaara

martedì 15 aprile 2014

Guacamole

A quanti di voi piace mangiare messicano? A me moltissimo! Unico requisito: freschezza delle spezie e dei prodotti. Tra i miei piatti preferiti ci sono i nachos in salsa. Panna acida, salsa tex mex al pomodoro e guacamole. Oggi impariamo a fare la guacamole, che è una salsa a base di avocado molto gustosa e che si abbina ad una moltitudine di piatti. Dalla carne, al pesce fino alle verdure. La potete sostituire alle classiche salse da chips e hamburger, ma può diventare un accompagnamento perfetto per pesci poco gustosi e poco grassi. Ricordatevi però che l’avocado, nonostante l’ingannevole apparenza da frutto, contiene un sacco di calorie. Quindi non esagerate.


Ingredienti:
  • 2 avocadi maturi
  • 1 cipolla piccola/cipollotto
  • 2 peperoncini
  • 5-6 pomodorini
  • ¼ peperone verde
  • ½ cucchiaino di cumino in semi o polvere
  • ½ cucchiaino di senape
  • ½ cucchiaio di aceto
  • 1 cucchiaio di olio;
  • Il succo di 1 Lime;
  • sale e pepe;
Tagliate gli avocado in due parti. L’avocado contiene un nocciolo molto grosso. Questo non si taglierà ma si stacca molto facilmente. Private gli avocado della loro buccia e tagliateli a pezzettoni. Tagliate anche il peperone a pezzetti. Non è necessario privarlo della buccia. Inserite i vostri pezzettoni in un mixer con una cipollina affettata, i peperoncini, la senape, l’aceto, il cumino, il succo di un lime e un giro d’olio. Non abbondate con l’olio perchè l’avocado è già molto oleoso di suo. Ora tagliate dei pomodorini e privateli dei semi e dell’acqua. Tritateli e aggiungeteli alla vostra salsa. Aggiustate di sale e pepe.
Servitela come antipasto accompagnata dai dei nachos e vedrete i vostri amici diventare delle locuste assatanate.

Banalissimo accostamento tra piatto e canzone, ma come non postare questo capolavoro della musica italiana quando si parla di Messico?

Enzo Iannacci - Messico e Nuvole

domenica 13 aprile 2014

Cheese Cake nel bicchiere

Chi non ha nel frigorifero dello yogurt e della panna? E dei lamponi, dei mirtilli e degli amaretti? OK...forse è il caso di andare a fare la spesa! E preparare un dessert facilissimo e golosissimo. La cheese cake è meravigliosa, ma visto che ci stiamo avvicinando all’estate, forse è il caso di ridurre le calorie dei nostri dolci, senza rinunciare però al loro gusto. Ecco che sostituiremo la base burrosa della classica chese cake con un trito di amaretti , e la crema di formaggio con dello yogurt compatto e panna montata. Frutta fresca e colorata per decorare e donare acidità al piatto..o meglio bicchiere. Si perchè serviremo la nostra cheese cake scomposta in un bicchiere, come se fosse un cocktail o un amaro.



Ingredienti per 3:
  • 250 gr yogurt greco;
  • 15 amaretti;
  • 100 ml panna fresca;
  • Mirtilli e lamponi freschi;
  • Miele di acacia;

Sbriciolate gli amaretti e disponeteli sul fondo del bicchiere. Preparate la vostra crema, unendo lo yogurt alla panna montata.  Cercate di inglobare la panna allo yogurt senza smontarla, con movimenti ampi dal basso verso l’alto. Aggiungete del miele per zuccherare. Versate la crema nel bicchiere e decorate con frutta fresca a piacere. Il gioco è fatto. In 3 semplici mosse avrete preparato un dolce fresco e molto gustoso.

La canzone che abbino a questo piatto è una dedica alla mia amica Maria, a cui spero di aver insegnato qualcosa di culinario, semplice e ripetibile per i suoi ospiti. La canzone apparentemente non ha nessun collegamento con il piatto ma è stata la colonna sonora di 6 mesi in cui siamo stati colleghi. Non dico amici...perchè amici lo saremo ancora per lungo!

Passenger - Let her go


martedì 8 aprile 2014

PiadaPizza alla marinara

Questa non è una vera e propria ricetta. E’ più un ricordo. Se oggi doveste ritrovarvi in un locale da aperitivo della romagna o delle zone limitrofe, trovereste sicuramente questo stuzzichino. Ma 10 anni fa non lo conosceva nessuno, se non l’Annina, la mamma della mia amica Alice. Per qualche anno, hanno gestito un’osteria in quei di “Casinina”, un ridente (non troppo) paesino in provincia di Pesaro-Urbino. La prima volta che sono stato in osteria mi ricordo ancora di aver mangiato questa piadapizza, ma sopratutto di aver bevuto moltissimo.  Una ricetta sfiziosissima e super pratica. Per chi volesse una pizza all’ultimo minuto o per chi non ha pazienza di attendere i tempi della lievitazione.


Ingredienti:
  • 1 crostolo di Urbino (oppure una piada sfogliata classica);
  • 100 ml di pomodoro;
  • 3-4 acciughe sotto sale;
  • 4-5 fette di mozzarella o scamorza;
  • 4-5 capperi;
  • origano;
  • Olio EVO;
  • sale;
Per prima cosa mettete a scaldare il pomodoro in un pentolino, con un filo d’olio e qualche fogliolina di origano secco. Tagliate la scamorza in fettine sottili. Prendete un crostolo e spalmateci sopra il pomodoro. Aggiungete la scamorza, i capperi e le acciughe. Infornate a 150° per 10 minuti. Quando il formaggio sarà completamente sciolto e il crostolo avrà fatto una leggera crosticina, sfornate e gustate con una birra ghiacciata. Io ho scelto questo condimento perchè è così che l’ho mangiata la prima volta, ma ve la consiglio anche con formaggio marzolino e fiori di zucca, salsiccia e zucca, mozzarella stracchino e rucola. Per un aperitivo tra amici sbizzarritevi e provate le combinazioni che vi incuriosiscono di più.

Nella scelta della canzone volevo omaggiare l’Annina e scegliere una canzone che so piacerle molto. Ed è anche una delle mie canzoni preferite di questo grande artista e trasformista.

Peter Gabriel - Shock the monkey

venerdì 4 aprile 2014

Risotto viola e triglie allo zafferano

Partendo dal presupposto che volevo diventasse blu, ho inventato un gran piatto. Sicuramente di effetto ma devo riconoscere anche la delicatezza e il gusto. La prima cosa che salta all’occhio di tutti è il colore del piatto. Il viola è dovuto al colore del brodo con cui ho tirato il risotto. Un brodo blu-violaceo ottenuto aggiungendo del cavolo cappuccio rosso. Nonostante il colore del nome, l’acqua di cottura del cavolo è di un blu elettrico affascinante, e tinge con la stessa facilità di un colorante. Ma ovviamente è sanissimo.


Ingredienti per 2 risotti:
  • 200 gr riso carnaroli;
  • 500 gr cavolo cappuccio rosso;
  • 3 triglie (per ottenere 6 filetti);
  • 1 bustina di zafferano;
  • Sedano, carota, cipolla;
  • 100 gr burro chiarificato;
  • 2 scalogni;
  • ½ bicchiere di vino bianco;
  • Finocchio selvatico;
  • Sale;

Preparate un brodo classico con sedano, carota e cipolla. Quando avrà raggiunto la temperatura di ebollizione, aggiungete il cavolo e lasciate bollire ancora per 10-15 minuti. Scolate ora tutte le verdure e tenete solo la parte liquida. In una piccola casseruola, lasciate sciogliere 100 grammi di burro chiarificato. Rispetto quello classico, il burro chiarificato non brucia e vi permette di cuocere più a lungo qualcosa. Tagliate a julienne 2 scalogni e versateli nel burro sciolto. Cuocete a fiamma dolcissima lo scalogno nel burro per 20 minuti. Al 15esimo minuto, sfumate tutto con il vino. Terminata la cottura, toglietelo dal fuco e lasciatelo raffreddare  in frigorifero fino a farlo solidificare ancora. La preparazione di questo burro acido può essere fatta con anticipo e in dosi maggiori per poterlo anche conservare e utilizzare in altre occasioni. Il burro acidulato è alla base della preparazione di risotti di Gualtiero Marchesi. In una padella antiaderente tostare il riso con una noce di burro per un tempo dai 3 a 5 minuti, a seconda delle dosi. Per 200 gr basteranno 3 minuti. Una volta tostato il riso cominciate a sfumare con il vostro brodo blu.
Nel frattempo, in un’altra padella, adagiate i filetti di triglia e aggiungete ½ bicchiere di acqua e lasciate cuocere 2-3 minuti. Otterrete un leggero brodino di pesce da aggiungere al risotto in cottura. Aggiungete un altro ½ bicchiere di acqua e una bustina di zafferano. Questa volta lasciate asciugare l’acqua. Le triglie prenderanno un colore giallo meraviglioso.
A cottura quasi ultimata del risotto, aggiungete un ultimo colino di brodo blu e del burro acidulato per mantecare. Aggiustate di sale. Spegnete la fiamma  e finite la mantecatura a fuoco spento.
Servite adagiando le triglie ben scolate sul risotto e un ciuffo di finocchio selvatico.

Diciamo che come prima prova, ho ottenuto dei risultati soddisfacenti. Grazie alla mia amica Ire, che è la cavia di questo piatto ma anche la sua fotografa. E che foto. A furor di popolo abbiamo scelto questa canzone da abbinare. Canzone che abbiamo cantato a squarciagola subito dopo questa cenetta.




Kim Carnes – Bette devis eyes
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