domenica 27 dicembre 2015

Gelatine di frutta

Io sono un grande amante delle gelatine. Quando vado al cinema mi ingozzo di orsetti gommosi! Ogni volta che entro in un tabacchi compero un pacchetto di caramelle gommose! E non vi dico nemmeno cosa succede se entro in un negozio di dolciumi quando ci sono le gelè sfuse!!!A badilate!
Ho sempre desiderato provare a farne a casa ma non ho mai avuto l'occasione giusta. Ho deciso quindi di creare l'occasione e invece di regalare inutili cianfrusaglie ai miei amichetti ho preparato un sacchettino di caramelle ad ognuno. Il procedimento è davvero semplice. Dovete solo munirvi di tanta colla di pesce, familiarizzarci e superare il comune pregiudizio su questo ingrediente. Potete sbizzarrirvi in forme, colori e gusti. La ricetta è sempre la stessa. Per le vostre gelatine vi serviranno degli stampini in silicone o delle piccole teglie di alluminio. Utilizzando i primi verranno sicuramente più carine ma dovrete avere più pazienza e vi occorrerà più tempo per produrne un grosso quantitativo. Mentre utilizzando i secondi, la produzione sarà sicuramente più veloce e più abbondante.


Ingredienti:

  • 200 ml di succo di frutta a piacere
  • il succo di un limone;
  • 6 cucchiai di zucchero;
  • 24 grammi di colla di pesce;
  • acqua fredda;
Prendete una ciotola di acqua fredda e lasciate ammorbidire i fogli di colla di pesce per almeno 10 minuti. Fate attenzione a tenerli ben separati tra di loro nell'acqua, così da facilitare il procedimento. In una casseruola, portate ad ebollizione il succo di frutta scelto, con l'aggiunta di 6 cucchiai di zucchero semolato e il succo di un limone. Nonostante il succo di frutta sia già dolce e equilibrato al sapore, il succo di limone è necessario per mantenere bello lucente il colore delle gelatine e lo zucchero serve per esaltare il sapore della frutta. Non appena il succo comincerà a bollire, spegnete il fuoco, strizzate bene la colla di pesce e unitela al succo. Mescolate leggermente e fate raffreddare. Se utilizzate gli stampini di silicone, potete procedere direttamente a colare il liquido nelle formine. Nel caso invece voleste utilizzare le teglie in alluminio, dovete rivestirle di carta forno. Una volta colato il liquido, ponetelo in frigorifero e lasciate raffreddare per almeno 5-6 ore. Una volta che la gelatina sarà bella compatta potete procedere a estrarre le vostre gelatine. Se avete utilizzato gli stampi di silicone, per staccare le gelatine in maniera semplice senza che si rompano, mettete a bagno maria lo stampo in acqua calda per 30 secondi. In questo modo il calore dell'acqua scioglierà leggermente le lo strato più esterno delle gelatine e queste usciranno dagli stampi con una semplice e leggera pressione sul fondo dello stampo. Nel caso in cui aveste invece utilizzato le teglie di alluminio, vi basterà alzare la carta e avrete una lastra unica di gelatina da tagliare a cubetti. Prima di mettere le vostre caramelle in un sacchettino, lasciatele raffreddare ancora qualche ora senza gli stampi e già tagliate. In questo modo non si attaccheranno tra di loro una volta vicine. Le gelatine, se tenute in frigorifero, possono conservarsi fino ad un mese, ma vi assicuro che non arriveranno a fine giornata.

Quale miglior canzone di questa? Ero indeciso tra Paolino e Madonna con la sua "Candy Shop" ma ve la riproporrò in un'altra occasione. 
Paolo Nutini - Candy

giovedì 24 dicembre 2015

Perle di patate viola e vongole

Non vi dico la bontà di questo piatto. Ho l'acquolina solo al pensiero della lista di ingredienti che devo scrivere in questo post. Io amo gli gnocchi...con il formaggio, con il sugo, con il pesce, con il pesto. Con tutto. Ho comprato un sacchettino di patate viola e ho fatto un po' di giochi. Di solito, quando faccio gli gnocchi con le patate viola, aggiungo sempre un po' di succo di carota viola, perchè la patata tende a perdere il proprio colorito e diventa grigia. Questa volta ho lasciato il colore originale. Si abbina perfettamente al colore del guscio delle vongole. Inoltre gli gnocchi, saltati leggermente in padella, legano con il loro amido l'acqua che le vongole rilasciano in cottura creando una cremina sapida deliziosa. Un perfetto connubio.


Ingredienti;
  • 4-5 patate viola;
  • farina q.b.;
  • 800 gr di vongole veraci;
  • prezzemolo;
  • 1 spicchio di aglio;
  • olio EVO;
  • sale;
Lessiamo le patate in acqua salata. La patata lavatela bene e non sbucciatela. Questo aiuterà a preservarne il colore. E' sempre preferibile utilizzare delle patate vecchie per fare gli gnocchi. Sono più ricche di amido e legano meglio. Una volta lessate, lasciatele raffreddare completamente e sbucciatele. Passatele in uno schiacciapatate o frantumatele con una forchetta. Solitamente il peso della farina da utilizzare è quello delle patate lesse. Aggiungetene poca alla volta e inglobatela alle patate fino ad ottenere una palla morbida e non appiccicosa. Tagliatela in pezzetti e fate dei cilindretti. Con le mani allungateli fino ad un diametro di 1 centimentro. Tagliate tanti piccoli quadratini e con le mani arrotolateli per creare delle palline. In questo modo i vostri gnocchetti sembreranno delle perle. 
In una padella antiaderente e con i bordi alti, versate un filo di olio e fate scaldare uno spicchio di aglio. Aggiungete le vongole precedentemente pulite della loro sabbia. Sciacquatele più volte sotto acqua corrente e sfregatele con il sale grosso. Aggiungete in padella qualche gambo di prezzemolo per profumare. Quando le vongole si saranno aperte, toglietele immediatamente dal fuoco per non farle asciugare troppo e tenete l'acqua che hanno rilasciato. Sgusciatene la maggior parte e tenete qualche vongola intera per decorare. Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata. Appena vengono su, con una ramina scolateli e versateli nell'acqua delle vongole per ultimare la cottura. Quando si sarà creata una cremina, aggiungete le vongole sgusicate e saltate ancora 30-60 secondi. Servite decorando con le vongole intere e qualche erbetta a contrasto.


Non ci sono dei collegamenti precisi tra il piatto e la canzone! Ma da qualche giorno sento spesso questo pezzo. In radio..in macchina...a casa..e lo amo molto! Quindi lo ascolto anche ora che scrivo il post. Buon ascolto!

Young the Giant - Cough the Syrup

martedì 22 dicembre 2015

Crostino toscano di fegatini di pollo

Comincio a nutrire una certa intolleranza per chi mi dice che non mangia il fegato! "No io il fegato proprio non lo mangio...ha un sapore troppo forte"..."Per carità il fegato".."Che schifo le interiora". MA CHE SCHIFO VOI e la vostra banale alimentazione!!! Io adoro il fegato! Soprattutto sotto forma di paté! E amo i crostini di fegatini di pollo. Mia nonna me li prepara da quando sono piccolo. La sua ricetta è molto saporita, ricca di capperi e con il succo di limone. A Natale cercherò di carpirne i segreti e poi la condividerò con voi, amici amanti di fegato. Quella che vi propongo ora l'ho preparata domenica insieme ad amici durante una giornata di produzione di massa di tortellini. E' molto meno saporita. Il fegato esce in maniera più prepotente.


Ingredienti:
  • 450 gr di fegatini e cuori di pollo;
  • 6-7 acciughe sotto sale;
  • 6-7 capperi;
  • una cipolla bianca;
  • brodo;
  • 1 bicchiere di vino;
  • olio EVO;
  • sale e pepe;
Tritate finemente la cipolla e fatela rosolare con un filo di olio. Aggiungete i fegatini e i cuori di pollo ben scolati. E fateli rosolare a fuoco medio. Con il mestolo cercate di romperli un po' in modo da farli cuocere bene. Dopo una decina di minuti saranno ben rosolati all'esterno. Sfumate con il vino bianco e fatelo evaporare bene. Cuocete per altri 20-30 minuti sfumando con del brodo vegetale o di carne se ne avete. La cottura totale dovrebbe essere di 40 minuti. Versate tutto in un frullatore con un altro mestolino di brodo, i capperi, le acciughe e un pizzico di sale. Frullate tutto fino ad avere una crema leggermente liquida. Assaggiate e aggiustate di sale e pepe. Versate tutto in un coccio con la candelina sotto per tenerlo caldo. Affettate una baquette fresca, stappate una bottiglia di rosso toscano e divertitevi.

Una volta avevo visto preparare questa ricetta a Irene Grandi su LA7. Un ottimo abbinamento con questo piatto viste le sue origini senesi.

Irene Grandi - Bruci la città

giovedì 17 dicembre 2015

Cannelloni di castagne ai 4 formaggi

Mi ero ripromesso di pubblicare una ricetta con la farina di castagne ed eccoci qua. In autunno tutti i food blogger si dilettano in castagnaccio, pasta fresca e creme di diversa natura. Alcuni si limitano anche a postare qualche castagna fatta al forno. Io ho voluto tentare...ho sperimentato come mio solito. Ho preparato delle crepes, che ho farcito come cannelloni e gratinato al forno con una salsa ai 4 formaggi. State attenti a dosare bene il sale. Assaggiate tutto! Soprattutto l'impasto delle crepes perchè la farina di castagne è decisamente molto dolce, e rischiate che il risultato sia più simile ad un dessert ai formaggi.



Ingredienti:

  • 250 gr di farina di castagne;
  • 3 uova;
  • una noce di burro;
  • 500 ml di latte intero;
  • sale;
  • 150 gr di gorgonzola;
  • 100 gr di parmigiano reggiano;
  • 250 gr di ricotta fresca;
  • 250 ml di panna;
  • sale e pepe;
In una ciotola capiente, unite la farina alle uova e una presa di sale. Aggiungete a filo il latte e intanto mescolate per non far formare i grumi. Aggiungete una noce di burro sciolta e continuate a mescolare. L'impasto risulterà liscio e leggermente denso. Lasciatelo riposare in frigorifero per una oretta mescolando di tanto in tanto. Per la salsa, mettete sul fuoco la panna a fuoco bassissimo. Aggiungete il gorgonzola a pezzetti e il parmigiano. Fate sciogliere tutto sempre a fuoco molto basso e mescolando di continuo. E' molto importante che non alziate la fiamma. Troppo calore farebbe stracciare la vostra fonduta. Una volta che l'impasto delle crepes avrà riposato, ungete un padellino di diamentro 15-18 cm con un fazzoletto imbevuto in olio di semi o burro sciolto e versate un mestolino scarso di impasto. Allargate bene la crepe e cuocete una decina di secondi per lato. Capirete da soli quando sarà il momento di girarla perchè i bordi diventeranno leggermente bruciacchiati. Non vi preoccupate! La prima crepe viene sempre male! Usatela come test per capire se è troppo dolce e se dovete aggiungere altro sale. Una volta cotte tutte le vostre "sfoglie" lasciatele raffreddare. Lavorate la ricotta con il sale e il pepe. Poi spalmatene un velo su ogni crepe, e arrotolatela. Sporcate la base di una teglia con un po' di salsa ai formaggi e disponete le crepes una vicina all'altra. Ricoprite con la salsa ai formaggi, spolverate a piacere di parmigiano e infornate a 180° per 20 minuti, fino a gratinare bene. 

Visto che la ricetta è nata da un "suggerimento" del mio collega Michele, la canzone abbinata al piatto è una canzone scelta da lui!!

 Queen - Bohemian Rhapsody

martedì 15 dicembre 2015

Parmigiana di Zucchine

La mamma del mio ex coinquilino Andrea fa una sorta di parmigiana di zucchine meravigliosa. Ho sempre adorato quella ricetta. Delicatissima e saporita. Molto più leggera di una parmigiana classica. Non conoscendo la ricetta originale, ho fatto un piccolo esperimento con i formaggi che avevo in frigorifero. Ho utilizzato uno stracchino come farcia e del parmigiano reggiano e della mozzarella per gratinare. Devo dire che lo stracchino non è il formaggio ideale per la ricetta perchè in forno tende a sciogliersi molto e a diventare molto liquido. Occorre aspettare un po' e lasciar raffreddare la parmigiana per fare in modo che torni ad essere cremoso. Però conferisce un sapore unico al piatto.


Ingredienti per 2 porzioni:
  • 2 zucchine scure grandi e larghe;
  • 150 gr di stracchino;
  • parmigiano reggiano q.b.;
  • 1/2 mozzarella;
  • olio EVO;
  • sale e pepe;
Lavate le zucchine e affettatele nel verso del lato lungo. Cercate di fare delle fette sottili in modo che cuociano e si asciughino bene. Disponete le fette di zucchine su di una placca da forno, ungetele e salatele leggermente. Passatele in forno ventilato pre riscaldato a 200 gradi per una decina di minuti. Se preferite potete anche piastrarle. Con la piastra rischiate però che la polpa si sfaldi eccessivamente. Una volta cotte le zucchine, disponetene un primo strato in una teglia da forno per due persone. Condite con lo stracchino e una spolverata di parmigiano per poi ricorprire con un secondo strato di zucchine. Continuate fino a terminare gli ingredienti. Sull'ultimo strato sbriciolate la metà di una mozzarella e cospargete con abbondante parmigiano. Se volete potete sostituire lo stracchino con la mozzarella e aggiungere qualche dadino di emmental.
Gratinate in forno statico a 200 gradi fino a dorare bene la vostra parmigiana. Lasciate raffreddare prima di servire per fare asciugare un po' i formaggi. E poi si sa...la parmigiana è buona fredda!

So che Paquina, la mamma di Andrea, adora Massimo Ranieri. Per cui, visto che le ho rubato la ricetta, le dedico questa canzone.

Massimo Ranieri - Se bruciasse la città

lunedì 7 dicembre 2015

Risi e bisi

Oggi volevo rivisitare insieme a voi una ricetta della tradizione culinaria italiana. Risi e bisi. Un classico risotto bianco con i piselli. Una specialità del nord est della penisola che spesso viene scambiato per un qualcosa di triste e cucinato lessando il riso in acqua bollente, magari insieme ai piselli! Io ve lo propongo in parte destrutturato e con l'aggiunta del tocco di Ziggy...una quenelle di tartare di tonno rosso.



Ingredienti per 4 persone:
  • 400 gr di riso carnaroli biologico;
  • 450 gr di piselli;
  • 1 scalogno grande;
  • 150 gr di tonno rosso;
  • 100 gr di stracciatella di burrata;
  • 1/2 bicchiere di latte;
  • brodo vegetale:
  • olio EVO;
  • sale e pepe;
Cominciamo con il lessare i piselli in abbondante acqua salata. I piselli, se freschi, cuociono in solo 10 minuti. Scolateli e metteteli subito a raffreddare in una  ciotolo a bagno maria in acqua e ghiaccio. In questo modo stopperete la cottura dei piselli e manterrete il loro colore brillante. Una volta raffreddati, frullateli con un pochino di brodo vegetale fino ad ottenere una crema densa. Non aggiungete subito molto brodo. Cominciate poco alla volta regolandovi in base alla densità della crema. Questa crema di piselli ci servirà per mantecare il risotto conferendogli cremosità e un bel colore vivace. Prepariamo una crema di stracciatella frullando la stracciatella, meglio se di burrata, con del latte. Ci servirà per creare una spirale decorativa sul piatto e per aggiungere un altro elemento per mantecare. Tritate uno scalogno e fatelo rosolare con un filo di olio. Aggiungete il risotto e fatelo tostare per 2-4 minuti, in modo da avere poi i chicchi ben sgranati e tosti. Cominciate a sfumare con il brodo. A metà cottura del riso aggiungete 3-4 cucchiai di crema di piselli ogni volta che aggiungete brodo. Per la tartare di tonno invece condite semplicemente del tonno tagliato a cubetti con sale, olio e pepe. Non aggiungo una parte acida per lasciare evidente il più possibile il sapore del tonno, esaltato solo dal sale. Ad un minuto dalla fine della cottura del riso, spegnete il fuoco e impiattate. Il risto, anche se a fuoco spento, continua a cuocere, per cui, durante il tempo in cui voi impiatterete, il riso raggiungerà la cottura perfetta. Impiattate il risotto come ogni risotto, sbattendo sul fondo del piatto per allargarlo. Con la crema di stracciatella create una spirale (utilizzate un cucchiaio o una siringa o un dosatore per farlo) e adagiateci sopra una quenelle di tartare.

Preparare un piatto del genere per i tuoi ex compagni di Università è sempre motivo di soddisfazioni. Come canzone volevo abbinare una canzone Rock che ricorda un po' i sogni che avevo quando facevo l'università. Sogni che purtroppo ormai rimangono tali! #mainagioia


Aerosmith - Dream On


lunedì 23 novembre 2015

#Food&Pastry: The Creative Show

Dal 20 al 22 Novembre 2015, il padiglione 26 della Fiera di Bologna si è trasformato in un carrozzone di colori, profumi e sorrisi grazie alla edizione autunnale del Food&Pastry, l'evento che unisce appassionati e professionisti della pasticceria, della cucina, del confezionamento e del bartender. Una serie di espositori e di aziende legate a queste categorie, si sono unite per dare la possibilità al pubblico di conoscere meglio un mondo meraviglioso. Supportati poi dall'intervento di alcuni tra i maggiori esponenti e professionisti, come il Maestro Iginio Massari, il maestro Gino Fabbri, gli chef Mauro Uliassi, Cristina Bowerman, Gianfranco Vissani e il bartender acrobata Bruno Vanzan.

Vincendo un contest fotografico nella categoria "Food Creativo", organizzato da Food&Pastry, IgersBologna e FoodConfidential, ho avuto l'onore di partecipare a questo bellissimo progetto.
Le categorie del contest, così come le aree di interesse dell'evento sono Pasticceria, The Cake Show, Food Creativo, Bar tender, Confezionamento e Cioccolato. Il vincitore di ciascuna categoria poteva avere accesso gratuito ad uno degli innumerevoli corsi organizzati in materia. Per chi non volesse partecipare a corsi, è stata data la possibilità di poter ammirare comunque il lavoro di grandi maestri pasticceri e chef, allestendo dei teatri dove si susseguivano Show Cooking. Per il cake design: Catia Cavani, Toni Brancatisano, Debora e Liliana di "De..li...cake", Manuela Taddeo e Barbara Borghi di "Mabanuby", Donatella Semalo: Per la categoria bartender si sono esibiti Alessandro Romoli, Leonardo Pinto, Bruno Vanzan. Per il food: Francesco Carboni, Vincenzo Vottero, Andrea Bevilacqua, Cristina Bowerman, Martino Beria, Carlo Alberto Borsalini, Marco Montanari, Davide Sagliocco, Hiroiko Shoda, Emanuela Tommolini, Mauro Uliassi, Gianfranco Vissani e William Zonfa. Infine per la pasticceria e il cioccolato: i giudici del programma di Rai2 "Il più grande pasticcere" Luigi Biasetto, , Leonardo di Carlo, Iginio Massari e Roberto Rinaldini, poi Antonio Daloiso, Davide Malizia e il più grande pasticcere di Bologna Gino Fabbri. 


Per quanto mi riguarda ho avuto il piacere di assistere allo show cooking dello chef stellato Cristina Bowerman del ristorante Glass di Roma, e di partecipare al corso tenuto dallo Chef Vincenzo Vottero dell'Antica Trattoria del Reno di Bologna e dallo Chef Carlo Alberto Borsalini del ristorante La Lumira di Castelfranco Emilia. Ma non solo! Partecipando al #Food&PastryBlogTour ho avuto anche modo, accompagnato dalla simpaticissima e bravissima Giada di Food Confidential, di conoscere alcune tra le realtà locali più importanti nel mondo della pasticceria e del cioccolato. Mondo che come sapete a me rimane ostico ma che mi affascina moltissimo. 


Diverse tappe e ad oggi tappa un piccolo pensiero per noi blogger. Come ci viziano!!! Di seguito alcune degli espositori visitati:


Le ragazze di "Bakery Station" a Bologna. Consigliatissimo il loro brunch domenicale e le loro torte.



I piccoli Cup Cake con frosting allo yogurt di Bakery Station



Le meraviglie in pasta di zucchero di Colazione da Bianca di Bologna. Non si può non fare una colazione da loro se si passa a Bologna. A due passi da uno scorcio bellissimo di piazza S. Stefano.



I coloratissimi barattoli di "My Home Made" a  Ravenna. La loro è una idea geniale. Quella di racchiudere in un unico barattolo tutti gli ingredienti necessari per torte, muffin, cup cake, pancake, cooking, browniee! Adorabili.


Le meravigliose creazioni di cioccolato della Pasticceria Eporedia di Bologna. Il loro maestro Renato Zoia ci ha fatto assaggiare il "bolognino". Un nuovo cioccolato speziato presto in commercio.




I ragazzi di Birra di Classe e loro BirraBus. La loro idea di rimandare il pensiero a quello di un bambino che va a scuola è davvero simpatica. Nel loro locale Aula a San Giovanni in Persiceto si mangia sui banchi di scuola. E non chiamatelo bar, ma nemmeno Birreria e nemmeno ristorante, Quando l'idea è geniale è un peccato rinchiuderla in un clichè. La birra all'acqua di mare del birrificio barese Birranova era sublime.

Ed ora voglio mostrarvi le meraviglie preparate dai 3 Chef che ho avuto il piacere di conoscere e ammirare.


La chef Cristina Bowerman, una delle poche donne ad aver avuto questo riconoscimento, al lavoro per dar vita alle sue creazioni


Tartare di cane, marinata con capperi di pantelleria, olio e scorza di arancia, maionese all'arancia e al wasabi, germogli e uova di pesce volante di Cristina Bowerman,


Chicche di patate su crema di bagna cauda di aglio nero, fagioli edamame, polvere di mais nero, pomodori semisecchi e tartufo sempre della Bowerman, Non vi dico la bontà.


Curry di pesce con cipolline piastrate, salsa di basilico e caviale. Un viaggio in India con Cristina.



Gli chef Vincenzo Vottero e Carlo Alberto Borsalini che giocano a creare due piatti della tradizione. Vottero re-inventandoli in chiave moderna e Borsalini rimanendo nella tradizione.


Lo chef Carlo Albero Borsalini del ristorante La Lumira di Castelfranco Emilia che impasta i tortellini.



Lo chef Vincenzo Vottero della Antica Trattoria del Reno a Bologna che prepara i suoi "Votterello", ovvero praline di ripieno di tortellini che assomigliano molto esteticamente al Raffaello Ferrero.


Il "Tondellino" di Vottero, ovvero una pralina di ripieno di tortellini glassata nel burro di cacao e passata nel parmigiano su crema di fagioli borlotti sifonata e un ritaglio di pasta fresca fritta.


La torta di riso rivisitata di Vottero. Un gelato all'uovo su un crumble di amaretti, mandorle e cedro candito con cialda di riso.


La torta di riso di Borsalini. Ho la ricetta. Presto la facciamo insieme.


 I tortellini in brodo di fagioli di Borsalini. Un piatto che è tutta una coccola.

Volevo ringraziare Eugi, Vivi e Francesca di IgersBologna per avermi segnalato il contest, le ragazze di Food Confidential per la calorosa accoglienza, e tutto lo staff di Food&Pastry per aver organizzato una cosa così bella.

Guido Marco Caputi


sabato 21 novembre 2015

#IntheKitchenTour 2015 a Casa Artusi

Martedì 17 Novembre 2015, nella splendida cornice di Casa Artusi a Forlimpopoli (FC), si è svolta l'ultima tappa dell'InKitchenTour 2015, l'originale evento per professionisti del settore ristorazione ideato ed organizzato dall'associazione CHIC - Charming Italian Chef


Casa Artusi rappresenta da sempre una sorta di "tempio" della cucina italiana. Luogo di storia e tradizione, offre ancora oggi l'occasione, per tutti coloro che volessero, di apprezzare e giocare con la cucina, i suoi profumi e i suoi sapori, creando occasioni di incontro e divertimento. Così come è stato in questa occasione.


Quale posto migliore per ospitare l'associazione CHIC e il suo InKitchenTour. CHIC infatti, come si può leggere sulla pagina del loro sito "è un gruppo di cuochi sparsi in tutta Italia il cui fascino è espresso dall’altissimo livello della cucina che propongono; una cucina, prima di tutto italiana, interpretata con grande creatività, nel rispetto delle materie prime, espressione dell’inestimabile miniera di prodotti di cui è ricco il nostro Paese. Chic è un gruppo che nasce per catalizzare lo spirito di forte tradizione ed innovazione italiano e per diventare un traino convinto e convincente per il settore."

L'evento consisteva in una vera e propria jam session, un momento di confronto, studio e divertimento dove 30 talentuosissimi Chef  hanno messo a frutto la propria creatività e le loro conoscenze per esaltare e valorizzare prodotti di eccellenza del territorio e non solo. Da una parte quindi i 30 Chef rappresentanti di CHIC, e dall'altra aziende partners a livello nazionale e aziende dell'eccellenza del territorio, il tutto coordinato da Chef Riccardo Agostini e dalla patron di Casa Artusi Carla Brigliadori.

Credits: Azzuchef

Tra gli chef intervenuti, i soci CHIC Riccardo Agostini, del ristorante Il Piastrino di Pennabilli in primis, Paolo Raschi del ristorante Guido a Miramare, Edi Dottori del ristorante Sala della Comitissa di Baschi, Davide Censi della Trattoria Antichi Sapori di Parma, Roberto Rossi della Locanda del Feudo di Castelvetro di Modena, Paolo Trippini del ristorante Trippini di Civitella del Lago, Marco Rispo già executive Chef dell’Aromatica Restaurant Cir food in Expo 2015 e Michele Biagiola.
Insieme a loro, per completate la brigata, Piergiorgio Parini, Paolo Bissaro, Gianluca Gorini, Claudio di Bernardo, Fabio Rossi, Giorgio Clementi, Stefano Ciotti, Silver Succi, Mariano Guardinelli, Max Poggi, Mario Ferrara, Riccardo Valmori, Alessandro Battazza, Marta Scalabrini, Fabri e Luca Ridolfi, Omar Casali, Mattia Borroni, Francesco Carboni, Alessandro di Furia, Andrea Pesce, Danilo Angelini e il maitre Maurizio Filippi.
Dalle 10 di mattina alle 16, Casa Artusi si è trasformata dapprima in un mercato, dove i vari Chef si confrontavano con le varie aziende produttrici, assaggiando i prodotti e testandone le potenzialità, e successivamente in una cucina open space, dove sono stati realizzati 30 capolavori. Gli Chef, soli o accompagnati dai loro fidi collaboratori, hanno dimostrato come l'incontro tra qualità ed eccellenza delle materie prime e la fantasia ed il talento culinario, possano generare piccole forme di arte.










Zuppetta di spinaci e robiola, acqua di pomodoro, triglie, conocchie e mazzancolle dello Chef Mattia Borroni dell'Alexander di Ravenna


Salmone affumicato e caprino al limone e miele di finocchio dello Chef Andrea Pesci dell'Osteria della Stazione di Felino (PR)


Foie Gras, triglie, gambero e salsa di vino rosso dello Chef Davide Censi della Trattoria Antichi Sapori di Parma



Risotto lumache e mele di Edi Dottori del ristorante Sala della Comitissa di baschi (TR)



Riso mantecato al brodo di fieno, mele e caramelle di parma di Makoto Abe della Trattoria Antichi Sapori di Parma


Il maiale incontra la canapa e si perde di Chef Roberto Rossi de La Locanda del Feudo di Castelvetro (MO)


Mora, mela e canapa dello Chef Giorgio Clementi de L'Osteria dei Frati di Roncofreddo (FC)


Lumaca, succo di gamberi, semi di mela tostata e olio di canapa


Baccalà, pancotto e cavoli dello chef Gian Paolo Raschi del Ristorante Guido di Miramare (RN)


Lumache, mele,pere tostate, germogli e crema di foie gras dello chef Fabio Rossi del Ristorante Vite  di San Patrignano (RN)



Mediterraneo dello Chef Mario Ferrara della trattoria Scacco Matto di Bologna


Mezze maniche con gamberi e pecorino in foglia di castagna con fiori di broccolo, dello Chef Francesco Carboni del ristorante Acqua Pazza di Bologna



Baccalà, latte di cavolfiori e canapa dello Chef Andrea di Furia del ristorante Piccolissimo di Cesena


Passando da Artusi dello Chef Marco Rispo  dell’Aromatica Restaurant Cir food in Expo 2015


Riso mela e gamberi dello Chef Paolo Trippini del ristorante Trippini di Civitella del Lago (TR)



Maiale ai ferri e pop corn di mele dello Chef Max Poggi del ristorante Al Cambio di Bologna


Fagiano selvatico e succo di mela dello Chef Riccardo Agostini del ristorante Il Piastrino di Pennabilli (RN)


Piatto non identificato ma molto apprezzato da me ed Enrica di Sale Profumato


Tartare di fassona e gambero crudo


Una meraviglia che per troppa goduria visiva non ho identificato


Tra uno scatto e un altro all'interno delle cucine, io e altri 5 Food Blogger d'assalto, abbiamo avuto l'onore di assaggiare le meraviglie esposte. Tra vini spettacolari, salumi di grandissimo pregio, mele dal sapore antico e dimenticato, non sono mancate le nostre chiacchiere e risate. Ormai siamo un gruppo affiatato e imbattibile.
Tra le aziende che abbiamo avuto il piacere di assaggiare:


Meraviglioso il loro caprino alle erbe del Furlo. Una varietà di formaggi di diversa stagionatura e lavorati con diverse erbe e aromi,


Un salmome affumicato che ad una settimana dalla pesca è già pronto per essere degustato. Un concentrato di freschezza e qualità, nato dall'idea di Claudio Cerati.


Ho avuto il piacere di assaggiare tutto. Tartara di Fassona in purezza, leggermente condita e carpaccio. Non mangerei altro per il resto della mia vita.



salumi Bedogni 
Nella foro il tagliere in basso a sinistra è vuoto. Era pieno di una bresaola splendida.


Una infinità di varietà di mele e succhi di mela. Ho scoperto il piacere di assaggiare della frutta stupenda, ormai dimenticata a favore delle classiche mele da supermercat. Vi assicuro che assaggiare la loro "abbondanza rossa" è stato come toccare il Nirvana.


Celebri per il loro lavoro per la comunità, non sono da sottovalutare nemmeno per la qulità dei loro salumi e dei loro prodotti in genere. I grissini alla salvia e il pane alle noci appena sfornati erano sublimi e accompagnati dal loro prosciutto ancora di più.

Se pensate alla canapa di certo non vi viene in mente subito qualcosa di commestibile. Premesso che i profumi ricordano molto la più celebre cugina da "sballo", i prodotti a basi di farnia di canapa sono deliziosi. Non smetteresti di mangiare i semi decorticati e l'olio di canapa è una vera scoperta. Da utilizzare rigorosamente a freddo.


Era da tempo che non assaggiavo un prosecco in purezza così buono


Il cocktail preparato dal bravissimo e stilosissimo Jonathan a base di Vermouth DEMOS di San Giovese e succo di bergamotto fresco, Una spolverata di spezie e tanta, tanta dolcezza, Il cocktail che ho sempre sognato. Da non sottovalutare gli amari,serviti con abbondante ghiaccio come piace a me. Non si può non passare a Sant'Arcangelo per una serata godereccia.

Mi spiace non avere una foto da postare ma vorrei citare anche le aziende de "Il conventino di Montecciaccardo" dove ho assaggiato un meraviglioso bianco, il "Famoso" dai richiami di frutta polposa e fiori, l'azienda "Francesconi Paolo" di Faenza per la loro "Arcaica", ovvero una Albana 100% morbidissima, e l'azienda produttrice di germogli e fiori decorativi Koppert Cress.

Volevo inoltre ringraziare i miei compagni di viaggio Silvia e Davide di BolognaFood, Danila di The Broken Fork, Azzurra di Azzuchef, Enrica di SaleProfumato e Susanna di SorsidiWeb per la splendida compagnia.


Questi sono eventi in cui ti rendi conto del grande lavoro e della grande professionalità che ci sta dietro a piatti bellissimi. Ma dove riesci anche a divertirti e conoscere persone fantastiche. Per questo ringrazio Casa Artusi, CHIC, Katia Piazzi e Agenzia Prima Pagina di Cesena.

Guido Marco Caputi


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